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Sheela Gowda // Remains

Sheela Gowda
And That Is No Lie, 2015
It Stands Fallen, 2015-2016
Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019
Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca Photo: Agostino Osio

Pirelli HangarBicocca presents “Remains”, Italy’s first major solo show of works by Sheela Gowda. Featured in the monumental and undivided space of the Navate, the exhibition is a unique opportunity to discover more than twenty years of Gowda’s production. In addition to new works, the show includes a wide selection of site-specific installations and sculptures, as well as watercolors and prints, ranging from 1992 through the present day, giving shape to an unprecedented experience of her practice.

“Remains” brings these works together, ranging from different periods and constructed using various materials and scales, along with a selection of image-based works such as Sanjaya Narrates (2004) painted in watercolors, a medium Gowda has occasionally returned to in recent years. On the occasion of the show, a further demonstration of her site-specific approach, Sheela Gowda realized two new installations: Tree Line (2019) and In Pursuit of (2019). In the first one, numerous bands of raw natural rubber—supplied by Pirelli in collaboration with its technological center CCM for Research and Development—have been woven, creating a linear surface of geometric texture. In the latter, she used one of the typical elements of her practice, human hair, hung on the walls of the Cubo space to form two large black forms in dialog with the architecture.

The exhibition attempts to highlight both Gowda’s poetic and her political practices, grounded on a thoughtful and perceptive view of the world, accompanied by an awareness of the symbolic and communicative value of matter, objects and their remains. This selection of artworks also conveys her engagement with the process of defining form as a way of transforming meaning. As the artist explains: “An artwork is the result of decisions taken, choices made. It is true that my work comes from certain specific contexts, but the final nature of the work is shaped to a level of abstraction: the kind of abstraction I am talking about is not only an aesthetic proposition, but one which does not disembowel the work of meaning and allows for a multiplicity of readings.”

For the artist the liturgy—the transformative ritual that occurs during a highly performance-based process of manipulation, confrontation and conversation with her materials—remains fundamental. Sheela Gowda redefines the pathos of things, their feelings and affections; a relational condition between objects, their reasons for being and their behaviors. It is a “moment of encounter,”understood not as a moment in time but as a kind of force that allows a particular set of circumstances to come together.

The exhibition is curated by Nuria Enguita, Director of Bombas Gens Centre d’Art, Valencia; and Lucia Aspesi, Assistant Curator at Pirelli HangarBicocca.

In October 2019 an adapted version of this show will travel to Bombas Gens Centre d’Art, Valencia.


// Pirelli HangarBicocca presenta “Remains”, la prima grande mostra personale di Sheela Gowda in Italia. Il progetto espositivo rappresenta un’opportunità unica per scoprire nei monumentali spazi delle Navate vent’anni di lavoro di quest’artista di origine indiana che ha saputo fondere tecniche, forme, cromie e materiali sconfinando in un’espressività sia astratta che figurativa in linea con gli esiti e le ricerche internazionali.

Ripari di fortuna degli operai itineranti che lavorano nei cantieri stradali in India, sono strutture architettoniche costruite con i bidoni in metallo usati per il trasporto del catrame. Aperti e appiattiti in lastre rettangolari, questi vengono utilizzati dall’artista come moduli dislocati nello spazio inKagebangara e possono essere considerati un richiamo a dei tableaux o a dei dipinti modernisti. Fonte d’ispirazione di queste opere sono le tecniche manuali e artigianali che si sviluppano in contesti di sussistenza e privazione, creando un incessante dialogo fra lavoro e ingegnosità. Per l’artista, a determinare il movimento del pubblico nello spazio sono i volumi e le dimensioni delle strutture e degli oggetti esposti. Un esempio particolarmente evidente è costituito da Stopover(2012), installazione di 200 blocchi cubici di granito tradizionalmente utilizzati in India per macinare le spezie. L’artista li ha recuperati dalle strade di Bangalore, dove erano stati abbandonati, collocandoli successivamente nello spazio espositivo lungo un un reticolo tracciato sul pavimento.

“Remains” riunisce installazioni concepite da Sheela Gowda in diversi periodi del suo percorso artistico e caratterizzate da materiali e dimensioni differenti, oltre a una selezione di opere figurative come Sanjaya Narrates (2014), serie di acquerelli su carta, tecnica utilizzata saltuariamente dall’artista negli ultimi anni. Inoltre, in occasione della mostra, a ulteriore dimostrazione del suo approccio site-specific, Sheela Gowda ha realizzato all’interno di Pirelli HangarBicocca due nuove installazioni: Tree Line (2019) e In Pursuit of (2019). Per la prima numerose fasce sottili di gomma naturale grezza – fornita da Pirelli in collaborazione con il suo centro tecnologico CCM di Ricerca e Sviluppo – sono state intrecciate così da creare una superficie lineare che rimanda a una tessitura geometrica. Nella seconda ha utilizzato uno degli elementi più tipici nella sua pratica, i capelli umani, appesi alle pareti dello spazio del Cubo per formare due grandi forme nere in dialogo conl’architettura.

Il progetto espositivo in Pirelli HangarBicocca sottolinea la poetica e il significato politico dell’opera di Gowda, la cui pratica scaturisce da uno sguardo ricettivo e approfondito sul mondo, e dalla consapevolezza del valore simbolico e comunicativo dei materiali, degli oggetti e degli scarti. La selezione delle opere in mostra rivela inoltre il costante lavoro dell’artista nella definizione della forma intesa come modalità di trasformazione dei significati. Come ha spiegato la stessa artista: «Un’opera è il risultato di una decisione, di una scelta. Se è vero che il mio lavoro nasce da contesti specifici, tuttavia la natura ultima di un’opera è modellata sulla base dell’astrazione; un’astrazione che non si limita a una scelta stilistica, ma il cui intento è comunicare significati e favorire molteplici letture».

Elemento centrale della sua pratica è inoltre la dimensione della liturgia, un rituale di trasformazione legato a un processo marcatamente performativo di manipolazione della materia e di confronto e relazione con questa. Attraverso la sua opera, Sheela Gowda ridefinisce il pathos in senso ampio, in un’indagine che ha a che fare con i sentimenti e l’affetto, la condizione relazionale tra gli oggetti, la loro raison d’être e la loro stessa natura: un “momento di incontro” che non va inteso come spazio temporale, ma come una forza capace di unire un insieme di circostanze.

La mostra è curata da Nuria Enguita, Direttrice di Bombas Gens Centre d’Art, Valencia, e Lucia Aspesi, Assistente curatore di Pirelli HangarBicocca.

A ottobre 2019 un riadattamento della mostra sarà presentato presso il Bombas Gens Centre d’Art,Valencia.

Sheela Gowda
Stopover, 2012
Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019
Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca Photo: Agostino Osio

Sheela Gowda
Kagebangara, 2008
Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019
Collection of Sunitha and Niall Emmart Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca Photo: Agostino Osio

Sheela Gowda
What Yet Remains, 2017
Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019
Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca Photo: Agostino Osio

Sheela Gowda
If You Saw Desire, 2015
Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019
Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca Photo: Agostino Osio

 

Sheela Gowda
“Remains”, exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019
Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca Photo: Agostino Osio


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