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Superwalk // Sportmax Women S/S16 show

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For the first time Sportmax, “the italian brand both for what concern the production and the style”, has enlisted a design studio to collaborate with in defining the set design for its Women S/S16 fashion show. The location chosen for the show was Palazzo delle Poste, an early 20th century post office building by Luigi Broggi which interiors, undergone recent intervention, featured a large dominance of stainless steel and gray nuances. To warm up a bit the severity of the building, the duo behind Formafantasma opted for two main materials: terracotta and a selection of three colored PVC films. Mainly inspired by the very sophisticated houses such as the ones designed by Pietro Lingeri on the Como lake together with Italian ‘summer houses’ built between the 60’s and 70’s, the designers wanted to achieve a ‘mediterranean’ feel (using terracotta) but with a more contemporary tone (integrating synthetic materials).

“We wanted the space to feel not as a scenography but more as a deconstructed architecture. We wanted to still keep their product at the centre.”

Referring also to the the work of Russian CuboFuturism artist Aleksandra Aleksandrovna Ekster, the films are set to define the catwalk, expanding in the space almost as a infinite loop.


// Per la prima volta Sportmax, il brand italiano sia per quanto riguarda la produzione che per lo stile che propone, ha scelto di affidarsi ad uno studio di design per collaborare all’ideazione dell’allestimento per la sfilata donna P/E2016. Lo spazio scelto per l’evento è stato il Palazzo delle Poste, un edificio del primo ‘900 che ospitava gli uffici postali progettato da Luigi Broggi, i cui interni, sottoposti a recente rinnovamento, sono caratterizzati da una grande prevalenza di acciaio inossidabile e gradazioni di colore grigio. Per scaldare un po’ la severità dell’edificio i due designer dello studio Formafantasma hanno optato per due materiali principali: la terracotta e una selezione di tre pellicole colorate in PVC. Ispirati in gran parte da case molto sofisticate come quella di Pietro Lingeri sul Lago di Como insieme alle case estive italiane costruite negli anni 60 e 70, i due miravano ad ottenere un senso di ‘mediterraneità’, dato dalla terracotta, ma contrastato da un piglio più contemporaneo, raggiunto con l’inserimento del materiale sintetico.

“Volevamo che lo spazio fosse percepito non come una scenografia ma più come un’architettura decostruita. Volevamo in ogni caso che il loro prodotto fosse centrale.”

Guardando anche al lavoro dell’artista russa cubofuturista Aleksandra Aleksandrovna Ekster, le pellicole sono state posizionate in modo da delimitare la passerella, espandendo lo spazio in un circuito infinito.

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