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David LaChapelle // Palazzo delle Esposizioni, Roma

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David LaChapelle, the great American artist and photographer, comes back, after more than fifteen year, at Palazzo delle Esposizioni with one of the most important and exhaustive retrospective.

Rome has been a milestone in the artistic life of David LaChapelle. In 2006, during a journey in Italy, the artist has the chance of a private visit of the Sistine Chapel; his artistic sensibility is so unsettled by the beauty and power of Roman art that those elements give the ultimate drive to the necessity of a change of his artistic production.

Until then LaChapelle prefers that his photos would be published on fashion magazines and books, without critical texts. The goal has never been to restrict to the mere picture, but to reach the broader audience as possible – this is the way to be a pop artist – and lead the lecture of his work on emotional shock level.

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LaChapelle pushed his aesthetics to the limit, but in 2006 walked out on the scene. He turned away from worldliness in order to live in a wild island in the middle of the Pacific Ocean “I said what I wanted to say”.

The exhibition will focus on the works realized by the artist starting from 2006, when he produces the monumental series titled “The Deluge”, which leads to a meaningful turning point in the artistic path of David LaChapelle.
Through the realization of “The Deluge”, modeled after Michelangelo’s impressive fresco in the Sistine Chapel, the artist returns to conceiving works with the unique purpose to exhibit in art galleries and in museums. A work that is not commissioned and destined to the pages of a fashion magazine or an advertising campaign. After “The Deluge”, the American photographer begins to produce artwork with new aesthetical and conceptual concerns.

The most evident sign of the change is the vanishing of the human presence in the serial works: the living models, that in all the previous works (the only exception is “The Electric Chair”, 2001, personal interpretation of Andy Warhol’s famous artwork) have had a central part in the composition and in the message embodied by the image, disappear. The “Car Crash”, “Negative Currencies”, “The Earth Laughs in Flowers”, “Gas Stations”, “Land Scapes”, up to the most recent “Aristocracy” series, follow this new aesthetic choice: LaChapelle resoundingly deletes the flesh, what was the previously identifiable element of his art.

To allow the public to know the “origins” of LaChapelle work before “The Deluge”, the exhibition will also include a selection of some of the most renowned and loved photos that made him famous, realized during the decade between 1995 and 2005. A body of work that will gather all the portraits of celebrities, from music to fashion and movies, scenes based on religious themes with surrealistic touches, references to masterpieces of art history and cinema, an artistic production defined by the chromatic saturation and movement, with which the American photographer reached his particular aesthetical style and influenced many artists of the following generations.

In the exhibition there will also be a projection space dedicated to the backstage videos, which, describing the composite process of photo sets construction, clearly reveal as that the artist’s role is extended also to direction and scenic design of his own photos.

// Al Palazzo delle Esposizioni torna dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano David LaChapelle con una delle più importanti e vaste retrospettive a lui dedicate. Saranno infatti esposte circa 150 opere di cui alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e molte di grande formato.

Roma è stata una città fondamentale nella carriera artistica di LaChapelle. Nel 2006 infatti, durante un soggiorno nella Capitale, l’artista ha occasione di visitare privatamente la Cappella Sistina; la sua sensibilità artistica è scossa dalla bellezza e dalla potenza dell’arte romana che danno il definitivo impulso alla necessità di imprimere una svolta alla sua produzione. Fino ad allora LaChapelle ha preferito che le sue foto viaggiassero sulle pagine di riviste di moda e di cataloghi senza testi. L’obiettivo non è mai stato fermarsi alla mera illustrazione, ma raggiungere un pubblico quanto più vasto possibile – è questo il suo modo di essere un artista pop – e portare la lettura dell’opera sul piano dello shock emotivo.

LaChapelle ha spinto la sua estetica fino al limite, ma nel 2006 è uscito di scena. Ha voltato le spalle alla mondanità per ritirarsi a vivere in un’isola selvaggia, nel mezzo del Pacifico: “Ho detto quello che volevo dire”.
La mostra è concentrata perciò sui lavori realizzati dall’artista a partire dal 2006, anno di produzione della monumentale serie intitolata “The Deluge”, che segna un punto di svolta profonda nel lavoro di David LaChapelle. Con la realizzazione di “The Deluge”, ispirato al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina, LaChapelle torna a concepire un lavoro con l’unico scopo di esporlo in una galleria d’arte o in un museo, opere non commissionate e non destinate alle pagine di una rivista di moda o a una campagna pubblicitaria. 

Dopo The Deluge, la produzione del fotografo americano si volge verso altre direzioni estetiche e concettuali. Il segnale più evidente del cambiamento è la scomparsa dai lavori seriali della presenza umana: i modelli viventi che in tutti i lavori precedenti (unica eccezione è The Electric Chair del 2001, personale interpretazione del celebre lavoro di Andy Warhol) hanno avuto una parte centrale nella composizione del set e nel messaggio incarnato dall’immagine, spariscono. Le serie Car Crash, Negative Currencies, Hearth Laughs in Flowers, Gas Stations, Land Scape, fino alla più recente Aristocracy, seguono questa nuova scelta formale: LaChapelle cancella clamorosamente la carne, elemento caratterizzante della sua arte.

Per permettere al pubblico di conoscere le “origini” del lavoro di LaChapelle degli anni precedenti a The Deluge, verrà esposta anche una selezione di opere che comprende ritratti di celebrità del mondo della musica, della moda e del cinema, scene con tocchi surrealisti basati su temi religiosi, citazioni di grandi opere della storia dell’arte e del cinema; una produzione segnata dalla saturazione cromatica e dal movimento, con cui il fotografo americano ha raggiunto la propria riconoscibile cifra estetica e ha influenzato molti artisti delle generazioni successive.

L’esposizione ospiterà anche una rassegna di filmati che attraverso i back stage dei suoi set fotografici, ci illustrano il complesso processo di realizzazione e produzione dei suoi lavori.

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David LaChapelle // After the Deluge

April 30 – September 13, 2015
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194
00184 Roma
T: +39 06 399 67 500
info.pde@palaexpo.it

Tue // Wed // Thur // Sun 10 am – 8 pm
Fri // Sat 10 am – 10.30 pm

For further infos please refer to the gallery website.

All pics © DavidLaChapelle.


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