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POP UP / 2019 MINIARTEXTIL COMO

Ph.Andrea Butti Shoplifter

The eye here is immediately struck by the uninterrupted macro-installation, suspended all the way along the great nave of San Francesco’s church, leading to the supposition that perhaps all thirteen selected artists at the historic exhibition are coordinated. The other pop-up, colorful and palyful, emerging through the waving with illusory reassuring hints. It allows itself to permeated by the 54 minitextiles work of the annual selection. They seem to be floating at the heart of the installation. They evoke the timeless wonder of animated children’s books with carved shapes that burst into three dimensions, never ceasing to amaze, like conjuring tricks. These are a constantly revitalized invention, spanning eight hundred years, without aging as does the interactive graphic material on the web, with its rapid obsolescence, where all is gone and forgotten after just a few years of life.

PopUp pits itself against this dual soul: the obstructive, suspended, carrier of malware, the contaminant then corrupts concentration, and the pop-narrative architecture of filaments, colors, and hypnotic and unsettling effects that flow to and between physical and virtual space. The two modes, of “seriality” and “fragility”, combine to accompany the entire journey.

Minitextiles are little artworks realized with textile techiniques or materials; they are works in a small format 20x20x20 centimeters for side, that were at the origins of Miniartextil as the event’s title still cites: it has always reserved a special place for these works, although it no longer focuses on them alone.
The scale was not chosen to belittle them, but because of the intelligent identification of the carachter, or at least of the potential for experimentation and design, offered by textile art on such a small scale, although as a matter of fact it is often actually devised and eleborated to be created on a much larger scale.


// Le stalattiti di fibra sintetica colorata di Shoplifter, realizzate con i capelli più comunemente impiegati nella creazione delle parrucche, abbracciano e catturano. Invitano a MINIARTEXTIL 2019, dove tutto appare e si apre, proprio come nei libri POP UP.

E’ a partire dal nome dell’artista islandese che si è snodata la POP REVOLUTION in chiave artistica. Dopo le edizioni dedicate a Borderline, 2017 e Humans, 2018 – e con i pensieri già saldamente ancorati all’edizione numero 30, 2020 – i curatori della mostra hanno deciso di proporre, sebbene sotto una tematica guida, una selezione aperta alla molteplicità di pratiche artistiche, caratterizzata da indagini diverse e sfaccettate.

Pur in una generale omogeneità di comunicazione, le opere esposte nelle sedi di San Pietro in Atrio e San Francesco sono molto diverse da loro, non perché si sviluppano intorno a concetti separati, ma perché mostrano aspetti diversi della pratica di ciascun artista.

L’obiettivo è quello di trasmettere un’impressione di più ampio respiro della produzione degli stessi artisti e offrire al pubblico la possibilità di interpretare un’opera alla luce dell’altra.

MINI + MAXI

La formula espositiva è invariata: 54 minitessili su oltre 300 richieste di partecipazione alla call for artist 2019 sono stati selezionati da Clarita Di Giovanni, Giovanni Berera, Guy Boyet, Pia Ferrari e Mimmo Totaro. Accanto a questi i giurati hanno operato una selezione ulteriore di trenta pezzi che comporranno la collettiva diffusa nel centro città.

Alla ex Chiesa di San Francesco, accanto ai minitessili cuore della mostra, accogliamo l’avvolgente Flying Carpet di Manuel Ameztoy, uno dei più importanti artisti argentini, che lavora con il tessuto-non-tessuto in un ossimoro creativo della textile art. L’abside abbraccia il rayon purissimo del maestro giapponese Akio Hamatani, Sky.

Dall’Australia, Hannah Quinlivan con il bianco della lana e dei neon avvolti nelle reti si snoda in due cappelle della navata laterale con Polyrhythm, accanto a Susan White, statunitense con la sua Flag IV. Spine di acacia intrecciate che raccontano l’idea dell’artista del suo paese in questo momento storico.

Molte delle opere esposte affrontano tematiche contemporanee preoccupanti come l’impatto pervasivo dei social media o la diffusione di programmi nazionalisti nel mondo. Ma l’arte è più di una mera documentazione del periodo storico in cui viene realizzata. Gli artisti creano forme particolari che devono aiutare la riflessione.

E ancora Yasuaki Onishi con Edge of Space, giganti sculture in plastica gonfiabile a fianco dei centrini su larghissima scala di Ashley V. Blalock, americana che fa trionfare una delle pratiche di ricamo più amate. Gianni Nieddu, artista poliedrico è esponente della narrative art, aspetto concettuale dei ’70, ben tradotta in Police passione classificatoria e seriale nell’unire in una tessitura immagini di impronte digitali. Franca Sonnino, signora romana già allieva di Maria Lai presenta Mosaico, filo e ferro intrecciati, fiber art pura.

Il Giappone, uno dei paesi da sempre fedeli a Miniartextil è ulteriormente rappresentato da Naoe Okamoto con Far far away, realizzato con lo stesso tessuto dei sedili delle automobili e Takaaki Tanaka con Scenery of Trees.

Dall’European Textile Network giunge a Como il lavoro di Cordula Hofmann-Molis, un lettino a baldacchino con un materasso stampato in tessuto jacquard.

PREMIO ARTE&ARTE + PREMIO SPONGA

Il Premio ARTE&ARTE è stato conferito al minitessile Expectations della giapponese Chikako Imaizumi.

Il Premio Sponga 2019 – riconoscimento ad artisti under 35 selezionati a seguito di una call for artists – è stato conferito a Giulio Locatelli; nato a Bergamo nel 1993 realizza le sue creazioni allo Spazio Fase, situato nelle ex Cartiere Pigna di Alzano Lombardo, dedicandosi esclusivamente al filo e allo scorrere lento del tempo dettato dal suo annodarsi. A Miniartextil in mostra l’opera vincitrice del Premio, I Mutanti.

Ph. Andrea Butti Como viste panoramiche dello Spazio Ratti, San Francesco, Miniartextil

 

Ph. Andrea Butti

Ph. Andrea Butti Como viste panoramiche dello Spazio Ratti, San Francesco, Miniartextil

Ph. Andrea Butti Hakio Hamatani Como preview della mostra di Miniartextil a San Francesco,

Ph Andrea Butti Shoplifter Como Miniartextil

 

 

 


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